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Chi siamo - 2

Erano, pero', tempi neri per la citta' di Gela, in quel periodo si verificarono eventi funesti provocati da lotte intestine tra organizzazioni malavitose, molti morti ammazzati e la pressante richiesta della societa' di fare tutti qualche cosa per migliorare la situazione. Anche noi, come Gruppo Scout, ci interrogammo su cosa potevamo fare di piu' per essere piu' utili a quella situazione, ormai divenuta di primaria importanza. La riflessione ci porto' ad un'unica risposta, dovevamo fare cio' che sapevamo fare, cioe' cercare di aprire le nostre unita' ad un numero sempre maggiore di bambini/e, ragazzi/e e giovani, ma la cosa era di non facile soluzione perche' tutte le unita' erano strapiene e non potevano sopportare altre iscrizioni che, nonostante la situazione, premevano davanti la porta delle nostre sedi. A sollecitarci maggiormente ci pervenne una richiesta ufficiale (ed inviata anche alla nostra sede Centrale) di ampliare il numero dei soci (anche con delle eccezioni al regolamento) firmata dal Sindaco, dal Parroco, dal Comitato Genitori, e da altri autorevoli esponenti della societa' gelese, era giunto veramente il momento di fare qualche cosa, ma cosa? Tutti i Capi, Vice, R/S erano gia' impegnati nelle unita' esistenti, solo il capo Gruppo Salvatore Vitale e la Vice Lucia Scicolone erano liberi da incarichi diretti di conduzione di unita', non c'erano altri non sapevamo che fare, ma un fatto ci fece pendere per una soluzione alternativa, il fatto che 20 bambini si presentarono con i loro genitori e con il parroco per richiedere l'iscrizione al Gruppo e la fuga dall'ospedale di un bambino (che si era fatto male) che arrivo' in sede dicendo proprio di essere fuggito per potersi iscrivere nei lupetti che ammirava tanto. Cosi', anche se momentaneamente in contrasto con le regole associative, si decise per l'apertura di un altro Branco di lupetti con Capo Salvatore Vitale, aiutato dalla moglie Lucia Scicolone e da altri due coniugi e una mamma, che gia' frequentavano da un anno le attivita' per inserirsi nelle unita' scout e guida. Era una soluzione anomala per gli Scouts d'Europa italiani, che non presuppongono guida femminili nei branchi (come invece avviene in altre associazioni FSE europee), ma, confidando nella comprensione per la particolare situazione della citta' di Gela e forti della lettera di richiesta degli esponenti della societa' gelese, si invio' una lettera alla Sede Centrale chiedendo una momentanea eccezione fino a quando altri Rovers non fossero cresciuti per sostituire le donne presenti. Ma non servi' a nulla, e neanche servi' dichiarare che storicamente il primo Akela (nominato da B.P. stesso) fosse stata una donna (Vera Berclay che gia' era una Capo Riparto di Scouts) e che i branchi inglesi in origine erano addirittura formati da bambine e bambini, la risposta del Commissariato Centrale fu terrificante, o si tornava indietro o si doveva lasciare l'Associazione e questo reiterato piu' volte con le visite "fiscali!!!" di Commissari di Distretto e Regionali che, forti di chissa' quale carisma certo ed infallibile, minacciavano ritiro del Brevetto di capo a Salvatore Vitale, chiusure e anatemi vari. Il Gruppo, pero', forte della convinzione che la cosa serviva ed era buona, continuo' e con ottimi risultati. Ma l'atto finale era nell'aria e cosi', una bella sera, Salvatore e Lucia vennero chiamati urgentemente dal Direttore della casa Salesiana, dove aveva sede il Gruppo, che ci informo' di aver ricevuto, come Ente Promotore del Gruppo, una lettera nella quale, a firma del Commissario Regionale della Sicilia, si chiedeva all'Ente Promotore di chiedere le dimissioni di Salvatore Vitale, procedere a nuova nomina di capo Gruppo e di rimettere le cose allo stesso punto in cui erano prima dell'apertura del "branco anomalo". Questo, assieme al fatto che un Gruppo Scout cosi' numeroso dentro l'Oratorio (e con direzione ed amministrazione autonoma) dava un po' fastidio al direttore dell'Oratorio, fece precipitare le cose, Salvatore e Lucia presentarono le proprie dimissioni ma il Consiglio di Gruppo (con la presenza di tutte le proprie componenti), contrariamente a cio' che chiedeva l'Ente Promotore e con la sola eccezione di una capo, respinge le dimissioni e rinnova la fiducia al Capo Gruppo e a tutta la direzione. Non ci restava altro che trovarci un'altra sede e, soprattutto, un'altra Associazione piu' flessibile e piu' democratica.